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tutela
del
patrimonio

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il know- how

Sempre più spesso la ricchezza di un’impresa è data da un insieme di conoscenze diffuse, sviluppate negli anni e che rappresentano il cuore dell’impresa stessa: il know-how. 

Il know-how è costituito da un ampio e variegato patrimonio di conoscenze e abilità operative, di tipo tecnologico, commerciale, finanziario e strategico, non protetto da copertura brevettuale. 

Fanno parte del know-how anche i segreti commerciali (trade secrets), cioè le informazioni riservate inerenti in senso lato le attività commerciali di un’impresa. 

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il valore delle aziende

È Ormai assodato che know–how e segreti commerciali rivestono un elevato valore competitivo per un’azienda, contribuendo in modo sempre più rilevante, al pari degli altri diritti di proprietà industriale (quali marchi, brevetti e design), alla determinazione del suo valore e del suo patrimonio. 

Per la sua importanza, il know-how è un asset aziendale da cui può dipendere la stessa capacità di un’impresa di restare sul mercato.

Tuttavia, la maggior parte delle imprese pur possedendo un autentico patrimonio di abilità, competenze e conoscenze, non ne ha piena consapevolezza, e conseguentemente non lo valorizza, né tanto meno lo protegge. Rischiando, in tal modo, che tale patrimonio possa essere disperso o, peggio, possa andare a vantaggio di imprese concorrenti, magari attraverso una banale copiatura di un server aziendale da parte di un ex dipendente o collaboratore. 

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tutela know-how

L’ordinamento italiano – anche sulla scia della legislazione europea – prevede una tutela assai robusta ed efficace del know-how. 

Infatti, oltre alle tradizionali norme del Codice civile che vietano e reprimono la concorrenza sleale (art. 2598 c.c.), gli artt. 98 e 99 del D.lgs. n. 30/2005 (Codice della proprietà industriale), recentemente novellati dal D.lgs. n. 63/2018 (emanato in attuazione della direttiva UE 2016/943), tutelano i segreti commerciali – intesi quali informazioni aziendali ed esperienze tecnico-industriali, comprese quelle commerciali – assicurando alle imprese la possibilità di ottenere una serie di provvedimenti (anche in via cautelare) finalizzati a vietare ai terzi di acquisire, rivelare o utilizzare, in modo abusivo, i segreti sottratti, fatto salvo il diritto al risarcimento del danno. 

Tale protezione ha una durata potenzialmente illimitata, ma è subordinata al ricorrere di tre precise condizioni, che devono essere dimostrate dalle imprese, per potere invocare la tutela accordata dalla legge: 

  • le informazioni devono essere segrete; 
  • devono avere valore economico, in quanto segrete; 
  • il detentore deve aver adottato misure ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete. 

Tali condizioni devono essere adeguatamente conosciute dalle imprese, le quali devono mettere in campo le misure organizzative per evitare di subire atti di spionaggio industriale, con conseguenti gravi e spesso irreparabili danni, ed essere in grado di tutelare in modo efficace, anche in via giudiziaria, il proprio know-how. Si deduce da ciò, che per proteggere il proprio know-how le imprese devono giocare d’anticipo, tutelandosi sia dal punto di vista tecnico che contrattuale. 

In quest’ottica sarà necessario predisporre il Manuale di Qualità dell’azienda che, attraverso l’ausilio della normativa di settore, ci permetterà di godere degli stessi privilegi fiscali previsti a seguito della registrazione e cessione in licenza d’uso del Marchio d’Impresa Individuale. 

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